Insight : Biancaneve, la vera storia…

La bellissima favola che tutti noi conosciamo grazie al film di animazione firmato Walt Disney, ha in realtà radici ben più lontane e popolari rispetto alla produzuine del film che avvenne nel 1937. La storia originale di Biancaneve è infatti opera dei fratelli Grimm, Jacob e Wilhelm che nel 1812 scrissero la prima edizione.

In molti hanno cercato di dare un nome al personaggio di Biancaneve, ma solo nel 1986 grazie al ricercatore Karl-Heinz Barthels arriva il collegamento più verosimile alla storia del classico Disney. Secondo Barthels Biancaneve era in realtà la giovane Maria Sophia Margaretha Catherina von Erthal, nata a Lohr nel 1725 e figlia di un importante magistrato e rappresentante del Principe Elettore tedesco. La nobile aveva perso la madre in età giovanile e suo padre si era risposato con Claudia Elisabeth von Reichenstein’, che aveva approfittato del suo status sociale per favorire i suoi figli, a scapito della von Erthal. Questa sarebbe stata addirittura costretta ad anadarsene dal palazzo per vivere nei boschi lì attorno; nella zona, peraltro, erano presenti molte miniere, nelle quali, data la ristrettezza dei cunicoli, lavoravano persone di statura molto bassa o addirittura bambini: da questo elemento sarebbero derivati i sette nani. La ragazza fu vittima del vaiolo pochi anni dopo e probabilemente le gesta della matrigna furono considerate talmente ignobili dagi stessi abitanti del paese al punto che Maria Sophia venne dipinta come una martire; la sua storia venne tramandata oralmente in forme simili a quella poi raccolta dai Grimm, che attualmente conosciamo. Il castello dei von Erthal è tuttora un’attrazione turistica, e ai visitatori viene mostrato il cosiddetto “specchio parlante”, che il padre di Maria Sophia avrebbe regalato alla matrigna: si tratta di un giocattolo acustico in voga nel ’700, in grado di registrare e riprodurre le frasi pronunciate da chi si specchiava. Esso sarebbe alla base dello Specchio Magico della matrigna.

Ci sono state anche altre teorie sulla vera identità di Biancaneve, alcune che risalgono addiriuttra al 1500, per cui ancor più remote. Daltra parte una storia cosi interessante, un classico della fiaba che da sempre ha incantato i bambini non poteva che essere rappresentato nel primo lungonetraggio animato per restare cosi nella storia del cinema!

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S.O.S Pranzo al Sacco!

Tutte le mamme prima o poi si ritrovano di fronte a questo dilemma :” Mangia bene il mio bambino?” e la faccenda si fa ancora più dura quando si tratta del famigerato pranzo al sacco.

In questo articolo intendiamo dare qualche piccolo consiglio su come gestire al meglio la preparazione del piccolo fagotto che richiede nutrimento, energia e anche un pizzico di fantasia per garantire che i nostri piccolini continuino a crescere bene anche quando non si trovano sotto la nostra ala protettiva ;0).

Occorre in questo caso differenziare il pranzo al sacco che prepariamo per occasioni sporadiche, per esempio durante una gita fuori porta o nel caso in cui bimbi effettuino solo un rientro settimanale a scuola, da quello che si prepara per il pranzo a scuola tutti i giorni.

Nel primo caso può anche andar bene il classico panino farcito con del prosciutto crudo o del formaggio, accompagnato da yogurt ed un pezzo di frutta fresca di stagione e volendo anche un dolcetto.

Tuttavia quando i nostri figli pranzano fuori di casa 5 volte su 7 allora le cose cambiano ed è importantissimo fornire loro il giusto apporto calorico, nutritivo cercando di invitare il bambino a mangiare tutto ciò che viene inserito nel porta pranzo magari usando un pochino di fantasia, cosichè anche i loro occhi saranno soddisfatti!

Generalemnte tra le mura domestiche i pasti si dividono in primi e secondi,  nella preparazione del pranzo per scuola molto probabilmetne questo non sarà possibile viste le dimensioni dei portapranzi, e allora dobbiamo cercare di suddividere carboidrati, proteine in un’unica soluzione al fine di evitare che i bimbi combinino pasticci nel tentativo di aprire diversi contenitori e soprattutto che si ricordino la sequenza in cui andrebbero consumati.

Un’ottima idea per tutte le mamme che preferiscono avvantaggiarsi, è  quella di cucinare la sera un secondo piatto con contorno in quantità superiore al necessario in modo da poterne mettere da parte una porzione per l’indomani. In questo caso un pasto tipo potrebbe essere petti di pollo o delle fettine (impanate per esempio) accompagnati da riso o patate e poi un pochino di verdura. L’indomani sarà sufficiente scaldarli ed inserirli nella borsetta termica affinché si mantengano tiepidi fino all’ora di pranzo.  Per evitare inutile spreco di spazio  è consigliabile mischiare la verdura direttamente con le patate, provate con le zucchine lesse che una volta inserite nel recipiente delle patate si insaporiranno risultando più gustose al palato dei bimbi e il pasto sarà appetitoso e facile da consumare.

Un altro alimento ricco di proteine e versatile in quanto si può cucinare in tantissimi modi diversi è la frittata che, contrariamente a quanto suggerisce il nome, non deve essere necessariamente  “Fritta” nel vero senso della parola ma può essere preparata anche senza litri di olio e risultare nutriente e allo stesso tempo leggera e più salutare. La frittata può a sua volta contenere verdure o patate in modo da raccogliere tutto il necessario in un unico piatto, per i più affamati poi è possible inserirla in un panino cosi vi assicurerete che il bambino avrà davvero mangiato bene e a sazietà.

Altro alimento che spesso viene preso sottogamba ma che se preparato nel modo giusto è delizioso anche per i più piccolini è il pesce. Tocchetti di merluzzo lessi unite a sfiziose insalate, anche di legumi oppure con il riso e ancora le patate, il pesce ricordiamolo è un vero alleato della dieta, è ricchissimo di omega 3 e non ci sono limiti sulla consumazione settimanale consigliata.

In fine la pasta è sempre un’ottima scelta, anche quest’ultima può essere condita utilizzando delle verdure (ad esempio con le cime di rapa oppure con le zucchine, broccoletti ecc ecc) consiglierei però di limitarla ad un massimo di due volte come pasto da portar via perché quasi sicuramente i bimbi ne mangieranno ancora durante il fine settimana ed anche perché…nonostante sia il cardine della dieta nostrana è sempre un alimento molto ricco di carboidrati complessi ed è bene limitarne il consumo.

Per invogliare i nostri bimbi a mangiare tutto, potremmo creare divertenti disegni con il cibo stesso,  come nell’immagine che trovate qui sotto (ad averne il tempo tutto si può fare!).

Portapranzo

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